Home

 

Biografia Libri e Bibliografia Multimedia e teatro News Links

 

 

 

 


 

 

 

News

 

Pubblicazioni, Teatro, Video, Cinema di Andrea Balzola


Andrea Balzola, Marisa Pizza
IL TEATRO A DISEGNI DI DARIO FO CON FRANCA RAME

Con un video di Giuseppe Baresi
 

Scalpendi editore, Milano, settembre 2015
Formato 21 x 28 cm, 144 pagine a colori più un DVD allegato

Nella vasta produzione editoriale di Fo e Rame, manca un volume dedicato a un aspetto particolare ma molto importante ed anche innovativo del lavoro artistico di Fo: la progettazione degli spettacoli teatrali e televisivi mediante sequenze di disegni che non riguardano solo i costumi e le scenografie ma anche le situazioni sceniche e le azioni dei personaggi. Fo, sulla base della sua formazione artistica e della sua opera pittorica e grafica ha inventato lo storyboard (sceneggiatura visualizzata tramite immagini) teatrale che disegna tutto lo sviluppo drammaturgico e narrativo dei suoi spettacoli, intrecciandosi fin dal momento dell’ideazione con la scrittura teatrale. I suoi storyboard, che in alcuni casi (come in “Johan Padan…” e “Marino libero…”) diventano anche parte integrante della scena e dell’azione teatrali, sono un supporto fondamentale sia per la realizzazione dei suoi copioni sia per le sue regie teatrali e televisive.
 

Questo volume, curato da Marisa Pizza e Andrea Balzola, segue passo per passo, spettacolo dopo spettacolo, l’evoluzione di questa originalissima dimensione creativa di Fo, attraverso un dialogo mirato con lui e Franca Rame, a cura di Andrea Balzola. Il testo è illustrato dalle immagini di Fo, con una particolare impaginazione che sviluppa parallelamente il discorso e gli esempi visivi. Al volume si accompagna una documentazione video a cura del videomaker Giuseppe Baresi, che presenta un montaggio tra il dialogo con Fo-Rame, una visita-lezione di Fo all’interno di Brera dove lui si è formato come artista, il dettaglio dei bozzetti e i corrispondenti brani degli spettacoli. Questo libro è un importante contributo alla conoscenza dell’intensissima attività artistica di Fo e rappresenta anche la prima uscita pubblica dell’Archivio Fo-Rame, che con il sostegno del Comune di Milano dovrebbe diventare un
centro multimediale con tutti i materiali realizzati (filmati, copioni, disegni e dipinti, scenografie, costumi, etc.), accessibile ad un ampio pubblico non solo di studenti, studiosi e professionisti di settore.
http://www.scalpendieditore.eu/catalogo/esposizioni-immaginarie

Andrea Balzola, Orietta Brombin, Daniele Gay

L’IMMAGINE CHE RACCONTA

Tecniche e metodologie dal disegno ai media con la collaborazion di Riccardo Pesce
Iinterventi di Onofrio Catacchio, Dario Fo, Andrea Granchi, John Lansdale, Lorenzo Mattotti, Claudio Sciarrone.

Albertina Press, Torino, marzo 2015

Il disegno è una pratica antica quanto l’umanità, il primo strumento visivo di riproduzione ed interpretazione della realtà, origine anche della scrittura in forma pittografica, ideografica e geroglifica. Quindi il disegno nasce per raccontare il mondo, la sua percezione ed esperienza da parte dell’uomo. Nel corso dei secoli, sono state inventate, sviluppate ed affinate molteplici tecniche grafiche e pittoriche, fino alla nascita dei media moderni (cinema e televisione) e alla rivoluzione informatica di fine Novecento che hanno generato l’immagine immateriale, virtuale e digitale. Questo volume è un manuale propedeutico all’apprendimento di tali tecniche, che le ripercorre e le illustra in una sintesi scritta e visiva, partendo da quelle tradizionali, attraverso quelle ibride e digitali, per completarsi con la progettazione di sequenze visive dello storyboard, la “sceneggiatura disegnata” multimediale. Concludono il volume alcune interviste a illustri maestri del rapporto tra immagine e narrazione, che offrono un quadro ampio e stimolante delle possibili diramazioni creative dell’arte del disegno, dell’illustrazione, del bozzetto progettuale, del fumetto e del libro artistico.

Albertina Press (Edizioni dell’Accademia Albertina e della Pinacoteca Albertina di Torino)

www.accademiaalbertina.torino.it


      



 

 

Andrea Balzola

LA SCENA TECNOLOGICA

Dal video in scena al teatro interattivo

Dalla fine degli anni ’70 il teatro subisce una profonda trasformazione, una vera e propria mutazione genetica prodotta dall’innesto sulla scena delle tecnologie e dei media elettronici: prima il video e poi, dagli anni ’90, il computer. La rivoluzione che la nascita delle arti elettroniche aveva portato nelle arti visive e nella musica si estende al mondo performativo del teatro e della danza e l’Italia si trova subito all’avanguardia di questa sperimentazione, con diverse, successive e fertilissime ondate generazionali: dal teatro della Nuova Spettacolarità degli anni ’80 (Magazzini, Falso Movimento, Gaia Scienza, Studio Azzurro, Krypton, Giardini Pensili, Raffaello Sanzio, Tam Teatro, Eshetu, Verde…) ai gruppi del Teatro ’90 (Motus, Fanny & Alexander, Teatrino Clandestino…) e della nuova danza (Castello-Aldes, Vidach-Aiep…)  fino a più recenti esperienze (Fortebraccio Teatro, Xlabfactory, Cosentino). Così come le nuove tecnologie modificano radicalmente i comportamenti collettivi, il lavoro, le abitudini, il rapporto con lo spazio e con il tempo, la digitalizzazione di tutti gli apparati tecnici (light design, sound design, graphic e visual design, attrezzistica e macchineria) e la creazione di una doppia scena reale e virtuale, cambiano il modo di concepire e di fare teatro, in ogni suo ambito. Andrea Balzola, nella sua doppia veste di studioso, teorico delle arti multimediali e di drammaturgo ha invitato i più significativi protagonisti di questa trasformazione del linguaggio teatrale a raccontare la propria esperienza e alcuni dei principali osservatori critici a riflettere su questo fenomeno innovativo. Il libro riprende, a quasi vent’anni di distanza, la tematica affrontata nel libro La nuova scena elettronica. Il video e la ricerca teatrale in Italia (scritto con Franco Prono, Torino 1994), attualizzandola e integrandola con gli straordinari sviluppi artistici e tecnologici dell’”età digitale”.

Prima parte del volume:  la voce degli autori

Interventi di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi; Paolo Rosa STUDIO AZZURRO; Giorgio Barberio Corsetti; Fabio Iaquone;  Gianfranco Cauteruccio  KRYPTON; Giacomo Verde; Michele Sambin  TAM TEATRO; Roberto Paci D’Alò  GIARDINI PENSILI; Enrico Casagrande e Daniela Nicolò MOTUS; Chiara Lagani FANNY & ALEXANDER; Pietro Babina TEATRINO CLANDESTINO; Roberto Latini  FORTEBRACCIO TEATRO; Francesca Della Monica e Massimo Verdastro; Mauro Lupone  XLABFACTORY;

Theo Eshetu; Andrea Cosentino; Roberto Castello ALDES; Arella Vidah  AIEP.                                                                     

Seconda parte: la voce degli sguardi

Interventi di Maia Borelli, Bruno Di Marino, Dario Evola, Nico Garrone, Marco Maria Gazzano, Carlo Infante, Sandra Lischi, Erica Magris, Marisa Pizza, Oliviero Ponte di Pino, Silvana Vassallo.

 


VISITATE IL BLOG DEL LIBRO, CON FORUM, INTERVISTE, RECENSIONI
www.artefuoridise.it

L’arte è fuori di sé perché sta vivendo una crisi d’identità senza precedenti, ingabbiata in un sistema autoreferenziale da e per addetti e lavori, pilotato più da logiche di mercato e di immagine che da una sincera ispirazione, lontano dal vissuto e dalle sensibilità reali della gente.

 L’arte è fuori di sé perché sono esplosi tutti i codici e i confini, il pubblico e gli stessi studiosi non sono più in grado di valutare che cosa sia arte e cosa non lo sia, molti la confondono con la pubblicità, con il design, con la comunicazione.

Ma l’arte è fuori di sé soprattutto perché la rivoluzione informatica di fine Novecento ha prodotto una trasformazione antropologica dei comportamenti e delle relazioni sociali, che incide profondamente sull’arte e sul ruolo dell’artista. L’arte che esce da sé, in senso positivo, può svolgere una funzione simbolica di antidoto alle patologie alienanti e massificanti dell’età post-tecnologica, spostando il suo baricentro da una creazione individuale a una creazione collettiva, dall’opera  compiuta al processo aperto, dalla centralità dell’artista “genio” a una centralità dello spettatore, con una circuitazione totalmente diversa, gratuita e molto più partecipata degli eventi artistici.

La tecnologia ha mutato l’uomo e il suo mondo, facendo emergere nuove contraddizioni sociali ed etiche. Mentre il “sistema dell’arte contemporanea” resta chiuso su se stesso, molte pratiche artistiche che utilizzano le tecnologie e i new media stanno rivoluzionando il fare e il ruolo dell’artista.

Andrea Balzola (Torino, 1961) drammaturgo, sceneggiatore e regista, insegna all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e all’Università La Sapienza di Roma. E’ autore di numerose pubblicazioni tra cui Le arti multimediali digitali, (Garzanti, 2004), Una drammaturgia multimediale (Editoria & Spettacolo, 2009), La scena tecnologica, (Audino editore, 2011).

Paolo Rosa (Rimini, 1949) è uno dei fondatori di Studio Azzurro, gruppo di ricerca artistica sui nuovi linguaggi. Da molti anni si interessa ai temi dell’interattività e del multimediale realizzando installazioni, spettacoli, film e musei narrativi”. E’ preside di Dipartimento dell’Accademia di Brera e autore di svariati libri sull’attività di Studio Azzurro. Feltrinelli ha pubblicato nel 2007 il doppio dvd+libro Studio Azzurro. Videoambienti e ambienti sensibili, che documenta il tragitto teorico e immaginativo del gruppo fin dalla sua fondazione nel 1982.